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Ceramica Raku
Ideogramma RakuRaku (letteralmente "piacere") è un’antica tecnica ceramica nata
nel XVII° secolo in Giappone.
Se si vuole tradurre il pittogramma Raku il concetto che si avvicina di più è gioire il giorno.
Un pò storia un pò leggenda, si racconta di un maestro della cerimonia del tè intento ad osservare
un ceramista durante la cottura di una enorme quantità di tegole dopo uno dei frequenti terremoti
che colpiscono questa zona del mondo.
Vista l’urgenza del lavoro e la necessità di abbreviare i tempi di cottura, il ceramista incominciò ad estrarre le tegole incandescenti dal forno facendole poi raffreddare molto velocemente in un secchio colmo d’acqua. Al maestro piacquero talmente quegli effetti che si formavano sulla superficie delle tegole, da domandare all’artigiano se fosse disposto a produrre, usando le stesso procedimento,
gli oggetti, ciotole, bollitori che si usano durante la cerimonia del tè.
Dopo poche prove il Maestro, entusiasta dei risultati ottenuti, invitò con molta onorificenza
l’artigiano a vivere e lavorare presso la corte dello Sho-Gun che gli diede il titolo di Maestro.
Agli inizi degli anni ’50 alcuni ceramisti americani, durante un viaggio in oriente furono affascinati
da questa tecnica particolare e, al loro ritorno contribuirono allo sviluppo in tutto il mondo di questo affascinante modo di fare ceramica.
Noi occidentali abbiamo modificato leggermente il procedimento originale, aggiungendo una fase "riduttiva": gli oggetti vengono estratti dal forno con apposite pinze alla temperatura appena inferiore a 1000° mediante lunghe pinze e messi a contatto con combustibili di vario tipo
(foglie, segatura, paglia, aghi di pino ecc.) per ottenere particolari effetti "craquelè" sulla superficie
degli smalti, effetti dovuti principalmente al cambiamento della composizione dell’aria.
Le particolari caratteristiche degli oggetti raku sono dovute oltre all’impiego di terre molto refrattarie (allumina e silice) che consentono all’oggetto di resistere a fortissimi sbalzi di termici, e all’utilizzo
di smalti molto fusibili.
Il gioire il giorno insito in questo modo di fare ceramica, consiste nell’agire cosciente dell’artigiano
che modella un oggetto, lo rifinisce, lo smalta e, al momento della cottura lo affida alla natura e
ai suoi elementi terra, aria, fuoco e acqua che lo completano con colori cangianti, piccole crepe
ogni volta diverse: è questa imprevedibilità che rende ogni oggetto raku unico ed irripetibile come
ogni istante in cui viviamo.